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Quante volte si è sentito parlare di casi in cui sono stati riscontrati atteggiamenti scorretti e maleducati in rete da parte di utenti o membri di aziende?

Quante volte capita di leggere commenti sprezzanti, violenti o irrispettosi scorrendo le home dei social network?

La mancanza di un contatto visivo col proprio interlocutore spesso porta a dimenticarsi che si sta interagendo con un altro individuo in carne ed ossa, seppur attraverso uno strumento elettronico; se a ciò si aggiungono le recenti possibilità di interazione con i chatbot grazie all’Intelligenza Artificiale, il quadro si amplia.

Sulla base di questi presupposti, risulta sempre più impellente la necessità di fornire una forma di disciplina delle interazioni online. La netiquette serve proprio a tale scopo.

 

La parola nasce dall’unione dei termini network e étiquette (etichetta) e consiste in regole informali che regolano il buon comportamento degli utenti sul web, anche in termini di utilizzo delle risorse digitali a loro disposizione. Quindi si parla di buone maniere da adottare, ad esempio, quando si scrive e risponde ad un’e-mail, nella pubblicazione di un commento online, nello scambio di messaggi tramite le più comuni app di messaggistica (WhatsApp, Messenger, ecc.) e via dicendo.

 

Va specificato che la netiquette non è imposta per legge né ha valore giuridico, tuttavia spesso è richiamata nei contratti di fornitura di servizi di accesso da parte dei provider.

Le regole che compongono la netiquette sono state fissate definitivamente nell’ottobre del 1995 con due principali documenti detti Request for Comments (RFC):

  • RFC 1855, contenente tutte le regole ufficialmente e universalmente riconosciute dai “netizen”, coloro che partecipano attivamente alla vita della rete, contribuendo e credendo alla libertà di espressione sul web;
  • RFC 2635, riguardante le regole relative allo spam.

NETIQUETTE: LE NUOVE REGOLE

A seguire una breve panoramica sulle principali buone maniere da adottare sul web:

  • Considerare le persone – È importante ricordare che dietro lo schermo di un PC ci sono delle persone. Quando si legge o vede qualcosa che non incontra la propria approvazione bisogna considerare che il commento negativo che si tende a scrivere di getto sarà rivolto all’autore e non al solo testo. Inoltre l’assenza di contatto visivo tra gli interlocutori impedisce spesso di comprendere i toni di una battuta o il senso di una frase, generando fraintendimenti che possono confluire in offese, litigi e/o polemiche.
  • Utilizzare gli stessi standard comportamentali che si adopererebbero nella vita reale – Quando si interagisce online, che sia in una conversazione privata o in una lavorativa, bisogna attuare gli stessi comportamenti e accorgimenti che si avrebbero in un’interazione face-to-face. Ma questo aspetto non si limita al solo comportamento in una chat, bensì comprende anche le singole azioni.

Ad esempio: non appropriarsi del lavoro altrui o affermare che qualcuno ha fatto qualcosa di negativo solo per minare alla sua reputazione.

  • Considerare lo spazio digitale in cui si è – È essenziale tenere in considerazione che ogni ambiente della rete ha delle proprie specifiche regole e che in quanto tali vanno rispettate. Ad esempio: se si fa parte di un gruppo Facebook composto da vegani, è di cattivo gusto e anche offensivo postare un’immagine di un piatto di carne alla griglia.
  • Sinteticità – È importante comunicare brevemente e andando dritti al punto. “Bombardare” l’intera mailing list con informazioni superflue non è percepito positivamente.
  • Scrivere e comunicare correttamente – La grammatica è un elemento imprescindibile per una buona comunicazione in rete. Scrivere correttamente dal punto di vista sintattico e della punteggiatura è segno del grado di attenzione posto a quanto si è detto. Inoltre, prima di pubblicare un’informazione è importante verificare le fonti consultate e quindi la veridicità di quanto si sta per affermare.
  • Non incitare alla violenza – In gruppi, forum o chat è bene evitare di animare gli animi incitando a discussioni. In tali casi gli amministratori sono tenuti a bloccare la persona che sta creando problemi.
  • Rispettare la privacy altrui – È bene non pubblicare immagini, video o informazioni degli altri senza il loro permesso, soprattutto se tali azioni dovessero perseguire la strada della vendetta o di una rivincita. Altrettanto in caso di fini scherzosi.
  • Non abusare del proprio potere – Che si tratti di amministratori di spazi online (gruppi, chat, forum, team virtuali) o di manager d’azienda, l’abuso di potere nelle aree virtuali gestite non è positivo.
  • Perdonare gli errori altrui – Che si tratti di dinamiche interne agli spazi online o dell’interazione tra singoli utenti sul web, quando si è destinatari di un errore, seppur a seconda della gravità, è importante saper perdonare e superare la circostanza.

Ad esempio: se in un gruppo una delle regole appena esposte viene violata e l’amministratore sospende quell’utente, a seguito di un periodo di sospensione è bene ripristinare il suo ruolo.

COMPORTAMENTO IN RETE: ALCUNI DATI

Secondo quanto emerso dai risultati del Microsoft Digital Civility Index 2020 che, in occasione dell’Internet Safer Day, ha analizzato le attitudini e le percezioni di adolescenti (13-17) e adulti (18-74) rispetto all’educazione civica digitale e alla sicurezza online, l’Italia è al decimo posto su 25 per l’esposizione ai rischi online, mentre al primo risulta il Regno Unito e all’ultimo il Sudafrica.
Lo studio mostra che a livello mondiale il web sarebbe percepito come un luogo meno civile e sicuro rispetto ad un anno fa. In particolare, i contatti indesiderati, le fake news e il sexting rappresentano i rischi più comuni riscontrati dagli intervistati italiani nelle seguenti percentuali:

  • 41% contenuti indesiderati
  • 29% fake news
  • 23% sexting

Altre problematiche evidenziate dagli intervistati italiani e persistenti nel far percepire il web come un luogo non sicuro sono state:

  • cyberbullismo (22%);
  • danni alla propria reputazione (89%);
  • molestie (87%);
  • maltrattamenti (82%);
  • micro-aggressioni (76%);
  • misoginia (73%).

La ricerca ha inoltre indagato a livello globale quali siano le aspettative rispetto al futuro. Ne è emerso che rispetto, sicurezza e libertà sono i tre elementi che gli intervistati si aspettano di poter vivere online nei prossimi 10 anni e che il 50% si aspetta che le aziende tecnologiche e i social media introducano nuove policy e creino strumenti per promuovere comportamenti online più civili e rispettosi e punire condotte scorrette.

Nonostante l’esistenza di regole ufficiose come la netiquette, ciò che si evince è la persistente mancanza di osservazione di gran parte di quelle indicazioni. Che si ragioni dal punto di vista dell’utente medio che interagisce in rete o dell’azienda che intende fornire servizi volti a garantire un ambiente online sicuro e civile, è necessario impegnarsi a fondo in questo percorso, cominciando ad essere i primi ad osservare i principi della buona educazione digitale, così che fenomeni come quelli appena elencati si riducano fino a diventare sempre più sporadici.

In tale contesto Wonderlab si cala come soggetto che da sempre si impegna a porre in essere un comportamento etico e rispettoso nei confronti dei suoi dipendenti e clienti, nonché nell’interazione con gli intermediari dei progetti ai quali prende parte. Non a caso tra i nostri principi fondanti il valore alle persone e l’orientamento al cliente rappresentano due capisaldi dell’operato aziendale.

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